Sodis.a.p.f - Il punto di riferimento per gli attivatori dentali morbidi - Attivatori Soulet-Besombes – Attivatori squadrati Version Française English version
> Una tecnologia sperimentata
Storia

 


Quando i professori René Soulet (Clermont-Ferrand) e André Besombes (Parigi) concepirono il loro primo apparecchio amovibile in caucciù, battezzato in seguito « conformatore », erano lontani dall’immaginare le osservazioni che avrebbero fatto alcuni mesi più tardi.

In quella primavera degli anni ‘50 il loro unico obiettivo era di offrire ai giovani pazienti durante le vacanze estive un’alternativa ai dispositivi fissi, capace (speravano) di mantenere i risultati raggiunti durante l’anno scolastico.
Quale fu quindi la loro sorpresa quando al ritorno dei bambini constatarono come non soltanto i risultati si fossero mantenuti ma che inoltre vi era stata un’evoluzione favorevole, sia nell’allineamento dentale della arcate che nel senso antero-posteriore, trasversale e verticale. Ciò accadeva in un numero di casi sufficientemente grande da diventare significativo.

 


Grazie alla loro formazione scientifica, si dedicarono quindi a comprendere il meccanismo d’azione del loro conformatore e poi applicarono le loro conclusioni allo sviluppo di una gamma di apparecchi attivi su tipi più particolari di patologie. Questi attivatori pluri-funzionali, che rieducano le funzioni perturbate per ripristinare l’equilibrio oro-dentale e occlusivo, sono state conosciute nel corso degli anni sotto il nome diffuso di gouttière (apparecchi a doccia) Soulet Besombes o SB.

 


Nel 1983 l’incontro tra il professor Besombes e un giovane chirurgo dentista di Montpellier, il dottor Mathieu – a cui si affiancherà in seguito il dottor Montaud – avrà un ruolo importante per la diffusione delle terapie dentistiche con apparecchi funzionali. I loro dieci anni di scambio, inframezzati da incontri e studi assieme ad altri eminenti specialisti – il professor Pedro Planas di Barcellona, il dottor Nelson Annunciato neuro-anatomista di Sao Paulo, la signora Beatriz Padovan e la sua riorganizzazione neurofunzionale - daranno vita ad un altro tipo di apparecchi : gli APF « squadrati ».

 


 

  

 

Michel LANGLADE (Clermont-Ferrand)

« …Questi apparecchi mi sembrano non trascurare, sia da un punto di vista eziopatogenico che da un punto di vista terapeutico, alcuno dei 5 elementi dell’ormai classica equazione di Thielemann. Il loro obiettivo è un’equilibrio finale che nessun altro dispositivo è in grado di raggiungere con altrettanta facilità e semplicità, ottenendo un equilibrio occlusivo e articolare quasi constante».

  

 

 

 

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